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	<title>lenticchia di Onano &#8211; Giovanni Curri | Cucina Vini Ricerca</title>
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		<title>C&#8217;è Lenticchia e Lenticchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[GIOVANNI CURRI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 12:25:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Legumi e cerali]]></category>
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<p>Il nome lenticchia, deriva dalla particolare forma a lente di questi legumi, che ricorda quella di una moneta d’oro ed anche la sua cottura, che ne fa aumentare di volume, fa pensare ad un accrescimento, quindi ad una maggiore prosperità. Le lenticchie erano consumato durante i festeggiamenti di fine anno già molto tempo prima dell’invenzione del cotechino.</p>



<p> Questa tradizione ha origine dall’antica usanza romana di regalare una “scarsella”, ovvero una borsa di cuoio, legata alla cintura e contenente lenticchie, con l’augurio che si trasformassero in monete sonanti. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img loading="lazy" width="297" height="170" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-rossa.jpg" alt="lenticchia rossa" class="wp-image-1650" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-rossa.jpg 297w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-rossa-24x14.jpg 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-rossa-36x21.jpg 36w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-rossa-48x27.jpg 48w" sizes="(max-width: 297px) 100vw, 297px" /><figcaption>Lenticchia Rossa</figcaption></figure></div>



<p>Le <strong>proprietà nutrizionali delle lenticchie</strong> sono
eccellenti e ci suggeriscono di consumarle con maggior regolarità, inserendole
nella dieta in sostituzione delle proteine animali: dall’ottimo contenuto di
proteine “buone” e carboidrati complessi, alla scorta di fibre che ci
purificano e ci rendono sazi prima, alla facile digeribilità, all’elevato
apporto di ferro e altri sali minerali, all’assenza di grassi saturi,
colesterolo e glutine, che lo rende adatto anche ai celiaci.<br>
In cucina le lenticchie si prestano a preparazioni creative o più semplici e
naturali: buona norma è consumarle in abbinata ai cereali integrali per
garantire un valido apporto di aminoacidi essenziali.<br>
In sostanza, un elemento prezioso per una <strong>alimentazione sana</strong>.</p>



<p>Conosciamo le lenticchie che hanno avuto maggior
riconoscimento:</p>



<p><strong>1. La lenticchia verde di Altamura</strong></p>



<p>Dopo il declino della sua produzione negli anni ’70, oggi
fortunatamente la si sta riscoprendo e rivalutando, tanto che il Ministero per
le Politiche Agricole e Forestali l’ha inserita nell’elenco nazionale dei
prodotti agroalimentari tradizionali.</p>



<p>Chiamata anche “lenticchia gigante” per la dimensione
superiore rispetto alla qualità marrone, proviene dal Salento e presenta un
colore verde scuro. Una volta cotta, mantiene una consistenza compatta e si
presta pertanto per essere servita come contorno.</p>



<p><strong>2. La lenticchia rossa</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-di-santo-stefano-di-sessanio.jpg" alt="" class="wp-image-1649" width="295" height="221" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-di-santo-stefano-di-sessanio.jpg 800w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-di-santo-stefano-di-sessanio-300x225.jpg 300w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-di-santo-stefano-di-sessanio-768x576.jpg 768w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-di-santo-stefano-di-sessanio-370x278.jpg 370w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-di-santo-stefano-di-sessanio-760x570.jpg 760w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-di-santo-stefano-di-sessanio-24x18.jpg 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-di-santo-stefano-di-sessanio-36x27.jpg 36w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchia-di-santo-stefano-di-sessanio-48x36.jpg 48w" sizes="(max-width: 295px) 100vw, 295px" /><figcaption>Lenticchia di S. Stefano di  Sessanio</figcaption></figure></div>



<p>Nota anche come “lenticchia egiziana” per la chiara origine
mediorientale. Piccola, tenera e gustosa, si trova in commercio prevalentemente
decorticata (cioè privata della buccia) e richiede per questo un tempo di
cottura ridotto. È ideale per puree e per l’alimentazione infantile.</p>



<p><strong>3. La lenticchia di Colfiorito</strong></p>



<p>Arriva da un altopiano umbro ed è una varietà di lenticchia
di ottima qualità, molto piccola e saporita di colore giallo-rosso-verde.
Essendo molto tenera, non richiede ammollo e cuoce in breve tempo. Speciale sia
gustata intera da sola che passata per zuppe e minestre.</p>



<p><strong>4. La lenticchia di Castelluccio di Norcia</strong></p>



<p>Nel 1997 questa varietà di lenticchia di coltivazione
esclusivamente biologica ha ottenuto l’autorevole certificazione IGP
(Indicazione Geografica Protetta). Tigrata, piccola, morbida, gustosissima, con
buccia molto fine che quasi si dissolve dopo la cottura (senza ammollo), è una
delle qualità più rinomate e si presta a mille usi in cucina.</p>



<p><strong>5. La lenticchia di Ustica</strong></p>



<p>Tra le lenticchie è la più piccola d’Italia nonché una delle
più saporite. Cresce su piccoli appezzamenti di terreno vulcanico dell’isoletta
siciliana, che le dona il colore marrone scuro. </p>



<p>La coltivazione avviene secondo tradizione in modo
assolutamente naturale nel pieno rispetto della natura, senza utilizzare
concimi ed erbicidi. Non richiede ammollo ed è ottima sia in zuppe sia con
pasta o riso integrali.</p>



<p><strong>6. La lenticchia di Villalba</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchie-nere.jpg" alt="Lenticchia nera" class="wp-image-1654" width="266" height="176" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchie-nere.jpg 562w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchie-nere-300x200.jpg 300w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchie-nere-24x16.jpg 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchie-nere-36x24.jpg 36w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/01/lenticchie-nere-48x32.jpg 48w" sizes="(max-width: 266px) 100vw, 266px" /><figcaption>Lenticchia nera</figcaption></figure></div>



<p>Riconosciuta Prodotto Agroalimentare Tradizionale dal
Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, è la varietà italiana di più
grande dimensione, nota anche come “lenticchia bionda”. Arriva dalla provincia
di Caltanissetta, presenta un apporto proteico e di ferro molto rilevante e la
particolarità di migliorare la fertilità del terreno che la ospita.</p>



<p><strong>7. La lenticchia di Mormanno</strong></p>



<p>Questa varietà calabrese di lenticchia (Mormanno è un
altopiano del Massiccio del Pollino) è a seme piccolo e policromo (rosa, beige,
verde). Si consuma secondo la cucina locale in piatti poveri come passati o
zuppe. Di recente è stato avviato un programma di promozione della sua coltivazione
da parte dell’Arssa (Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo della
Calabria).</p>



<p><strong>8. La lenticchia di Onano</strong></p>



<p>Direttamente dai terreni vulcanici in provincia di Viterbo,
è chiamata anche la “lenticchia dei Papi”. Una delle varietà più antiche con un
passato davvero glorioso, ha un sapore molto delicato e dolce ed è di colore
marrone chiaro con striature. La consistenza cremosa la rende ideale per zuppe
e minestre.</p>



<p><strong>9. La lenticchia di S. Stefano di Sessanio</strong></p>



<p>Una prelibatezza tanto antica quanto rara, coltivata solo
sulle pendici del Gran Sasso (in Abruzzo) a 1.000/1.200 mt. e raccolta ancora
secondo metodi tradizionali. Di colore marrone scuro, non richiede la messa a
bagno in quanto piccolissima, ha un sapore molto intenso ed è ottima per zuppe
rustiche. Ad elevato contenuto di ferro.</p>



<p><strong>10. La lenticchia dell’Armuña</strong></p>



<p>Uno sguardo anche oltralpe per trovare una varietà questa
volta spagnola (la zona è quella della Salamanca), molto apprezzata anche sulle
nostre tavole per il sapore inconfondibile e la consistenza molto tenera.
All’aspetto è chiara, più piatta rispetto alle altre, molto liscia e scivolosa.</p>
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