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	<title>sommelier &#8211; Giovanni Curri | Cucina Vini Ricerca</title>
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		<title>Grecanico Dorato, il vitigno   misterioso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[GIOVANNI CURRI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2020 15:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tutto per il sommelier]]></category>
		<category><![CDATA[Vitigni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grecanico Dorato è un vitigno antico, le cui origini e la diffusione geografica sono avvolte da un affascinante alone di mistero. Fino a pochi anni fa se ne attribuiva un’origine prevalentemente greca. I Greci introdussero varie tipologie di vitigni in Sicilia già dal VII secolo&#8230;</p>
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<p></p>



<p>Grecanico Dorato è un vitigno antico, le cui origini e la diffusione geografica sono avvolte da un affascinante alone di mistero. Fino a pochi anni fa se ne attribuiva un’origine prevalentemente greca. I Greci introdussero varie tipologie di vitigni in Sicilia già dal VII secolo avanti Cristo e questo sembrava il caso anche del Grecanico Dorato. Infatti, oltre all’ovvio riferimento insito nel nome, l’introduzione del vitigno in Sicilia dai parte dei Greci era attestata anche dalla la diffusione dello stesso in alcune aree note come insediamenti agricoli greci.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/garganaga-grapes.jpg" alt="grecanico maturo" class="wp-image-1310" width="172" height="230" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/garganaga-grapes.jpg 443w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/garganaga-grapes-224x300.jpg 224w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/garganaga-grapes-370x493.jpg 370w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/garganaga-grapes-18x24.jpg 18w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/garganaga-grapes-27x36.jpg 27w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/garganaga-grapes-36x48.jpg 36w" sizes="(max-width: 172px) 100vw, 172px" /><figcaption>Grappoli di grecanico maturi</figcaption></figure></div>



<p>Alcuni studi ampelografici cominciarono ad evidenziare le
profonde similarità tra il Grecanico Dorato e il Garganega, uno dei principali
vitigni veneti e base del famoso Soave. Esistono prove della presenza del
Garganega in Veneto già dal XIII secolo, in un lavoro dell’agronomo Pietro de
Crescenzi. Le spiccate similarità tra i due vitigni, con una così diversa
localizzazione geografica e la soluzione di continuità determinata dall’assenza
dei vitigni nel centro Italia, è sicuramente intrigante ed ha portato a
formulare varie teorie sull’origine, la diffusione e l’evoluzione dei vitigni.</p>



<p>Con la diffusione delle analisi genetiche su cloni selezionati dei vitigni più importanti, alcune ricerche, tra cui una effettuata dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, cominciarono a confermare l’identità genetica tra il Grecanico Dorato e il Garganega. Nel 2003 un team di esperti ha condotto un’approfondita ricerca genetica sui principali vitigni veneti e ha concluso che uno dei tre cloni analizzati di Garganega (nello specifico il clone ISV-CV84) risulta assolutamente identico al Grecanico Dorato analizzato, mentre gli altri due cloni ne differiscono lievemente.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/0d9245d8dd4b02c738255a9f69251192.jpg" alt="vigna" class="wp-image-1312" width="225" height="225" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/0d9245d8dd4b02c738255a9f69251192.jpg 640w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/0d9245d8dd4b02c738255a9f69251192-150x150.jpg 150w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/0d9245d8dd4b02c738255a9f69251192-300x300.jpg 300w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/0d9245d8dd4b02c738255a9f69251192-370x370.jpg 370w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/0d9245d8dd4b02c738255a9f69251192-104x104.jpg 104w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/0d9245d8dd4b02c738255a9f69251192-24x24.jpg 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/0d9245d8dd4b02c738255a9f69251192-36x36.jpg 36w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/0d9245d8dd4b02c738255a9f69251192-48x48.jpg 48w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><figcaption>Vigna Grecanico in alta quota</figcaption></figure></div>



<p>L’analogia genetica è stata confermata da ulteriori studi successivi, che hanno anche individuato alcune interessantissime relazioni di parentela con diverse specie diffuse sul territorio nazionale come il Catarratto, il Greco del Pollino, Trebbiano Toscano, Albana, Empibotte, Malvasia Bianca di Candia. Un’altra scoperta altrettanto affascinante è che il profilo genetico del Grecanico Dorato risulta identico a quello della Malvasia de Manresa, un vitigno un tempo diffuso in Catalogna e ormai non più coltivato e quasi estinto. Il Greganico Dorato risulta quindi per gli studiosi un vitigno di antiche origini e dalla diffusione geografica misteriosa e al momento inspiegabile.</p>



<p>La vite di Grecanico Dorato dal punto di vista vegetativo ha
caratteristiche distintive chiare. La pianta presenta una vigoria contenuta con
un germogliamento tardivo nella seconda metà di aprile, fioritura nella seconda
metà di giugno e maturazione nella seconda decade di settembre. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/24074410611_4e01fb88d9_n.jpg" alt="grecanico" class="wp-image-1313" width="275" height="206" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/24074410611_4e01fb88d9_n.jpg 320w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/24074410611_4e01fb88d9_n-300x225.jpg 300w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/24074410611_4e01fb88d9_n-24x18.jpg 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/24074410611_4e01fb88d9_n-36x27.jpg 36w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/03/24074410611_4e01fb88d9_n-48x36.jpg 48w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /><figcaption>L&#8217;abbondanza del grecanico dorato</figcaption></figure></div>



<p>&nbsp;La foglia &nbsp;è media, pentalobata, pagina superiore un po’
aracnoidea. Il grappolo è medio, in certi casi supera i 25 centimetri, a forma
cilindrica e alata (solitamente con due ali) e mediamente spargolo, anche se
alcune delle nostre piante presentano grappoli evidentemente più compatti.
L’acino è regolare, di forma sferoide-ellissoidale e con una buccia di colore
giallo dorato con evidenti note rosate. La buccia presenta un basso livello di
pruinosità ed è compatta e consistente. Ha una produttività costante e
abbondante</p>
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		<title>Il Primitivo di Manduria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[GIOVANNI CURRI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2019 18:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tutto per il sommelier]]></category>
		<category><![CDATA[Vitigni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Primitivo di Manduria Dop è uno dei principali vini rossi della Puglia, la zona di produzione comprende il territorio dei comuni di Manduria, Carosino, Monteparano, Leporano, Pulsano, Faggiano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico, San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano, Lizzano, Sava, Torricella, Maruggio, Avetrana. Questo vitigno non deve&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giovannicurri.it/il-primitivo-di-manduria/">Il Primitivo di Manduria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giovannicurri.it">Giovanni Curri | Cucina Vini Ricerca</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image"><img alt=""/></figure>



<p>Il Primitivo di Manduria Dop è uno dei principali vini rossi della Puglia, la zona di produzione comprende il territorio dei comuni di Manduria, Carosino, Monteparano, Leporano, Pulsano, Faggiano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico, San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano, Lizzano, Sava, Torricella, Maruggio, Avetrana.</p>



<p>Questo vitigno non deve essere confuso con il primitivo di Gioia del Colle che ha zone e caratteristiche ben diverse</p>



<p>Caratteristiche di questo vitigno ,come dice il nome stesso è molto precoce, infatti il Primitivo viene vendemmiato anche già dalla seconda metà di Agosto, e nonostante ciò la maturazione polifenolica è già perfetta e la quantità di zuccheri negli acini notevole.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="900" height="482" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/primitivo-di-manduria.jpg" alt="Primitivo di manduria" class="wp-image-1050" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/primitivo-di-manduria.jpg 900w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/primitivo-di-manduria-300x161.jpg 300w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/primitivo-di-manduria-768x411.jpg 768w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/primitivo-di-manduria-370x198.jpg 370w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/primitivo-di-manduria-760x407.jpg 760w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/primitivo-di-manduria-24x13.jpg 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/primitivo-di-manduria-36x19.jpg 36w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/primitivo-di-manduria-48x26.jpg 48w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>



<p>La caratteristiche del Primitivo di Manduria&nbsp; sono quella di essere un vino caldo ,
strutturato e corposo , ricco di tannini nobili,
con un finale che regala note di cacao, caffè e vaniglia, al naso si esprime con profumi ampi e complessi, dal
fruttato con sentori di prugne e confettura di ciliegia, marmellata di mirtilli
ad arrivare a note di tabacco, una&nbsp;
leggera speziatura, e inconfondibili profumi di macchia
mediterranea.</p>



<p>In
gioventù è di color porpora e marcatamente fruttato, con l’andare degli anni
tende al colore granato e sviluppa classici aromi terziari.</p>



<p>&nbsp;L’abbinamento &nbsp;ideale è con carne alla griglia e piatti
decisi e untuosi,maiale, abbacchio, costine, lasagne al forno</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="700" height="328" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/morella-il-vigneto.jpg" alt="classici alberelli di vigneto primitivo" class="wp-image-1049" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/morella-il-vigneto.jpg 700w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/morella-il-vigneto-300x141.jpg 300w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/morella-il-vigneto-370x173.jpg 370w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/morella-il-vigneto-24x11.jpg 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/morella-il-vigneto-36x17.jpg 36w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2019/10/morella-il-vigneto-48x22.jpg 48w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<p><strong>Tipologie di
Primitivo di Manduria</strong></p>



<p>Il primitivo di Manduria può presentare la
menzione Riserva se sottoposto a un periodo di affinamento di 24 mesi di cui
almeno nove in legno, a partire dal primo di novembre dell’anno di raccolta
delle uve. Il vino Primitivo di Manduria DOP può essere immesso al consumo dopo
il 31 marzo dell’anno successivo a quello di produzione delle uve; il Primitivo
di Manduria DOP con menzione Riserva può essere immesso al consumo dopo due
anni a partire dal 31 marzo successivo a quello di produzione delle uve </p>



<p>Oltre al secco c’è anche il Primitivo Dolce Naturale&nbsp;DOCG, un vino più
sconosciuto, ma che nonostante la struttura colossale, ha fascino e stoffa e
una dolcezza intrigante. Vanta una gradazione 16 gradi e non meno di 50 g/l. Fa
è un ottimo vino di meditazione, ma perfetto anche per crostate, zuppa inglese
e formaggi stagionati ed erborinati come Stilton e Roquefort.</p>



<p><strong>Le origini del
primitivo</strong></p>



<p>Tuttavia, la vera origine geografica del vitigno viene svelata solo nel 2001, in seguito a <strong>ricerche ampelografiche approfondite</strong>, che interessano <em>cultivar</em> diffuse in territori lontani e diversi. Alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, Austin Goheen, patologo delle piante e docente dell’Università di Davis, capisce per primo che il Primitivo pugliese e lo <strong>Zinfandel californiano</strong> potevano essere geneticamente identici.</p>



<p>Successivamente, vengono avviate ulteriori ricerche per andare ancora più a fondo, dal punto di vista storico e geografico, fino a scoprire che i primi documenti sulla presenza del vitigno negli Stati Uniti risalgono al 1830, dove il nome riportato è&nbsp;<strong>“</strong><em>Black Zinfandel of Hungary</em><strong>”</strong>. A dispetto di questo appellativo, in Ungheria e in Austria – nell’Ottocento unite in un unico impero – non risulta traccia dello Zinfandel, che invece viene trovato lungo le<strong>&nbsp;coste della Dalmazia</strong>, anch’essa un tempo parte dell’Impero asburgico</p>



<p>Anche il Primitivo conosciuto in Italia, in sostanza, proviene dall’altra sponda dell’Adriatico. Le ipotesi  su quanto sia arrivato in puglia spaziano dai commerci dei mercanti veneziani a un’importazione ben più antica attribuita agli <strong>Illiri</strong>, popolo che al tempo dei Romani abitava la penisola balcanica.</p>



<p>Oggi i gemelli del Primitivo continuano a essere coltivati in <strong>California</strong>, dove lo Zinfandel ,di cui è uno dei vitigni a bacca rossa più diffusi, e in Croazia, soprattutto <strong>in Dalmazia e in Istria</strong>.</p>
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