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	<title>zeppole &#8211; Giovanni Curri | Cucina Vini Ricerca</title>
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		<title>Le zeppole , storie e leggende</title>
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		<dc:creator><![CDATA[GIOVANNI CURRI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 23:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>zeppole</p>
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<p>Le zeppole
di San Giuseppe sono il dolce tradizionale della Festa del papà. Il 19 marzo,
giorno di San Giuseppe, in tutte le pasticcerie italiane, si vendono le zeppole</p>



<p>La storia etimologica della parola zeppole è antica quanto le origini del dolce. Le ipotesi sono tante e una di queste afferma che il termine zeppola deriva da zeppa, dal latino <em>cippus</em>, a Napoli un pezzetto di legno in grado di risolvere piccoli problemi di livellamento dei mobili, con riferimento al mestiere di San Giuseppe. Un’altra ipotesi affermerebbe che derivi dal latino <em>serpula (m)</em> che significa serpe; la zeppola antica di San Giuseppe ha la forma di una serpe acciambellata come se fosse un serpente attorcigliato su sé stesso. Poi c’è l’ipotesi che derivi da cymbala (m), un’imbarcazione fluviale dal fondo piatto e l’estremità arrotondata, dunque a forma di ciambella, che attraverso una serie di modificazioni linguistiche cymbala diventa “zippula”, da cui zeppola. E per finire c’è anche l’ipotesi che derivi da Zi’Paolo, il nome del friggitore napoletano che alcuni considerano l’inventore della zeppola da strada</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/03/zeppole-di-san-giuseppe-1584563555.jpg" alt="zeppola" class="wp-image-1808" width="295" height="148" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/03/zeppole-di-san-giuseppe-1584563555.jpg 800w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/03/zeppole-di-san-giuseppe-1584563555-300x150.jpg 300w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/03/zeppole-di-san-giuseppe-1584563555-768x384.jpg 768w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/03/zeppole-di-san-giuseppe-1584563555-370x185.jpg 370w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/03/zeppole-di-san-giuseppe-1584563555-760x380.jpg 760w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/03/zeppole-di-san-giuseppe-1584563555-24x12.jpg 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/03/zeppole-di-san-giuseppe-1584563555-36x18.jpg 36w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/03/zeppole-di-san-giuseppe-1584563555-48x24.jpg 48w" sizes="(max-width: 295px) 100vw, 295px" /><figcaption>Zeppola al forno</figcaption></figure></div>



<p>Come per molti dolci, anche
la nascita delle zeppole è avvolta in un velo di leggende, &nbsp;tra le più veritiere ne prendiamo in
considerazione due.</p>



<p>La prima, di origine
cristiana, racconta&nbsp; che San Giuseppe,
per mantenere Maria e Gesù, dovette affiancare al mestiere di falegname quello
di friggitore e venditore ambulante di frittelle. Sembrerebbe che a Napoli, per
una sorta di devozione al Santo, ad un certo punto si sia sviluppata la
tradizione degli&nbsp;<em>zeppolari di strada</em>. </p>



<p>Fino a qualche anno fa, per i
vicoli di Napoli, ci si potevano trovare artigiani che si esibivano
pubblicamente nella loro arte su banchetti posti davanti alle loro botteghe
dove vendevano le zeppole appena fatte.</p>



<p>La&nbsp;<strong>seconda
leggenda</strong>&nbsp;ci conduce a Roma, durante le&nbsp;celebrazioni
delle<em>&nbsp;Liberalia</em>,
festa romana&nbsp; in onore delle divinità
dispensatrici del vino e del grano.</p>



<p>Questa festa celebrata il 17
marzo, per&nbsp;<strong>omaggiare Bacco e Sileno</strong>&nbsp;suo precettore e
compagno di bagordi, si bevevano fiumi di vino e ambrosia accompagnati da
profumatissime frittelle di frumento, cotte nello strutto bollente. Con
l’avvento dell’Imperatore Teodosio II, che proibì qualsiasi culto pagano,
cessarono anche le<em>&nbsp;Liberalia</em>.
Tuttavia è probabile che, nel tempo, esse siano state assimilate dal
cattolicesimo che fissò due giorni più tardi la festa di San Giuseppe che, nel
1968, divenne il giorno dedicato alla festa del papà. Le zeppole che oggi
portano il nome del santo, altro non sarebbero che le discendenti delle&nbsp;<strong>antiche
frittelle romane.</strong><strong></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/03/FRIGGITRICEDIZEPPOLE.gif" alt="friggitrice di zeppole" class="wp-image-1807" width="344" height="417"/><figcaption>Friggitrice di zeppole</figcaption></figure></div>



<p>A livello italiano ogni regione ha
personalizzato le proprie ricette La tipica&nbsp;<strong>zeppola pugliese</strong>, ad esempio, è fritta nello
strutto proprio come antica ricetta vorrebbe; quella&nbsp;<strong>itrana</strong>&nbsp;(provincia
di Latina) prevede una copertura anche a base di miele al posto dello zucchero;
la&nbsp;<strong>siciliana</strong>&nbsp;ha
una forma cilindrica e vede tra gli ingredienti anche riso, miele d’arancio e
cannella; la<strong>&nbsp;zeppola
reggina</strong>&nbsp;(di Reggio Calabria), invece, è detta&nbsp;<em>zippula ca’ ricotta</em>,
e somiglia più a un bignè preparato&nbsp;con farina, zucchero, uova, vanillina
e strutto e farcito con ricotta, zucchero, cannella&nbsp;e limone grattugiato;
le&nbsp;<strong>zeppole
molisane e cosentine</strong>&nbsp;assomigliano molto a quelle
napoletane, mentre quelle&nbsp;<strong>teramane</strong>&nbsp;(di Teramo), che si ritrovano anche
dal Gran Sasso fino alla zona costiera, sono ancora una volta dei bignè, ma
questa volta più grandi, farciti con crema pasticciera bianca con l’aggiunta
di&nbsp;un’amarena.</p>
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