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	<title>natale &#8211; Giovanni Curri | Cucina Vini Ricerca</title>
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		<title>Il Pandoro e le sue Origini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[GIOVANNI CURRI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 17:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci Natalizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pandoro,  come il panettone uno dei dolci italiani di Natale più tipici e apprezzati.  La storia del pandoro è legata indissolubilmente alla città di Verona. Il dolce tipico natalizio veronese ha una forma alta, a stella troncoconica: il tronco è scanalato sui fianchi e si eleva seguendo il&#8230;</p>
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<p>Il <strong>pandoro,</strong>  come il <a href="https://www.giovannicurri.it/il-panettone-la-sua-storia-e-le-varianti/">panettone</a> uno dei dolci italiani di Natale più tipici e apprezzati.  La <strong>storia del pandoro</strong> è legata indissolubilmente alla città di Verona. Il dolce tipico natalizio veronese ha una forma alta, a stella troncoconica: il tronco è scanalato sui fianchi e si eleva seguendo il disegno di una stella solitamente a otto punte.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-60.png" alt="" class="wp-image-2022" width="148" height="219" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-60.png 440w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-60-202x300.png 202w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-60-370x548.png 370w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-60-16x24.png 16w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-60-24x36.png 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-60-32x48.png 32w" sizes="(max-width: 148px) 100vw, 148px" /><figcaption>Incarti  dell&#8217;epoca</figcaption></figure></div>



<p>I suoi ingredienti sono tra i più semplici : farina, uova, burro, zucchero e lievito di birra , a fronte di una preparazione decisamente complessa che abbisogna di una lavorazione che richiede diverse fasi. Oltre alla ricetta tradizionale ci sono diverse varianti come quello al cioccolato, alla crema pasticciera, alla crema di limone e così via, ma la versione classica, non è mai farcito. Immancabile è invece la spolverata di zucchero a velo vanigliato con cui questo dolce viene servito. Se parliamo di storia il pandoro o meglio le origini ufficiali del pandoro risalgono a fine 1800 , quando il pasticcere veronese Domenico Melegatti  presentò il brevetto di un dolce natalizio al Ministero di Agricoltura e Commercio del Regno d’Italia</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-50.png" alt="" class="wp-image-2021" width="141" height="208" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-50.png 440w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-50-203x300.png 203w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-50-370x547.png 370w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-50-16x24.png 16w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-50-24x36.png 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/incarto-pandoro-melegatti-anni-50-32x48.png 32w" sizes="(max-width: 141px) 100vw, 141px" /><figcaption>Incarti dell&#8217;epoca</figcaption></figure></div>



<p>Il 14 ottobre del 1894 il pasticcere ottiene l’attestato di privativa industriale (il brevetto dell’epoca) per la sua nuova invenzione dolciaria. Con il nome pandoro (Pane d’oro)  Melegatti avrebbe voluto ricordare i <em>pan de oro</em> tipici della Repubblica di Venezia, con le antiche famiglie nobiliari che gustavano questi antichi dolci dalla forma conica loro riservati, impreziositi da foglie d’oro zecchino.</p>



<p>Anche se le origini ufficiali del pandoro sono queste c’è anche chi sostiene che il pandoro discenda dalla brioche francese, dolce del resto prediletto alla corte dei Dogi. In molti , invece , ricercano le vere origini del pandoro nel Nadalin, antenato dell’attuale cupola troncoconica a pianta stellata. Il Nadalin è un antichissimo dolce tipico veneto, pure a forma di stella ( meno definita) più basso e più compatto rispetto al pandoro perché meno lievitato.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/nadalin-e1640102732469.jpg" alt="Nadalin" class="wp-image-2023" width="167" height="169" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/nadalin-e1640102732469.jpg 600w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/nadalin-e1640102732469-297x300.jpg 297w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/nadalin-e1640102732469-370x374.jpg 370w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/nadalin-e1640102732469-104x104.jpg 104w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/nadalin-e1640102732469-24x24.jpg 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/nadalin-e1640102732469-36x36.jpg 36w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2021/12/nadalin-e1640102732469-48x48.jpg 48w" sizes="(max-width: 167px) 100vw, 167px" /><figcaption>Nadalin</figcaption></figure></div>



<p>Addirittura più dolce del suo famoso successore,&nbsp;il nadalin precederebbe&nbsp;di qualcosa come seicento anni il pandoro perché sarebbe stato preparato per la prima volta nel XIII secolo in onore dei nobili Della Scala divenuti signori della città di Verona (nel 1232).</p>



<p>Il nadalin è un prodotto di nicchia e meno commerciale, che molti veronesi &#8220;de soca&#8221; preferiscono perché lo ritengono più legato alla città. Nel 2012 il Nadalin ha ottenuto il riconoscimento De.Co. (Denominazione Comunale), marchio di garanzia che i comuni italiani possono assegnare ai loro prodotti per valorizzare le attività agroalimentari tradizionali.</p>
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		<title>Il Cotechino, l&#8217;antesignano degli insaccati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[GIOVANNI CURRI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 15:38:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cotechino fu considerato il maestro per eccellenza di qualsiasi insaccato: l’idea di sistemare il contenuto del maiale in piccoli contenitori fatti con le budella stesse dell’animale è antichissima e ha permesso di avere a disposizione un sistema di conservazione assai efficace. Un tempo le&#8230;</p>
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<p>Il cotechino fu considerato il maestro per eccellenza di qualsiasi insaccato: l’idea di sistemare il contenuto del maiale in piccoli contenitori fatti con le budella stesse dell’animale è antichissima e ha permesso di avere a disposizione un sistema di conservazione assai efficace. Un tempo le parti del maiale venivano lavorate e conservate affinché nulla andasse sprecato. </p>



<p>La preparazione del cotechino, come per altri salumi, avveniva nei mesi invernali. La produzione è tipica di territori poveri, le cui comunità avevano famiglie numerose e difficoltà di collegamenti a causa delle distanze.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/ricette-con-gli-avanzi-di-cotechino-41129471421000x417780x325.jpeg" alt="Cotechino" class="wp-image-1645" width="320" height="133" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/ricette-con-gli-avanzi-di-cotechino-41129471421000x417780x325.jpeg 780w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/ricette-con-gli-avanzi-di-cotechino-41129471421000x417780x325-300x125.jpeg 300w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/ricette-con-gli-avanzi-di-cotechino-41129471421000x417780x325-768x320.jpeg 768w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/ricette-con-gli-avanzi-di-cotechino-41129471421000x417780x325-370x154.jpeg 370w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/ricette-con-gli-avanzi-di-cotechino-41129471421000x417780x325-760x317.jpeg 760w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/ricette-con-gli-avanzi-di-cotechino-41129471421000x417780x325-24x10.jpeg 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/ricette-con-gli-avanzi-di-cotechino-41129471421000x417780x325-36x15.jpeg 36w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/ricette-con-gli-avanzi-di-cotechino-41129471421000x417780x325-48x20.jpeg 48w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /><figcaption>Cotechino e lenticchie</figcaption></figure></div>



<p>Il cotechino costituisce un alimento altamente energetico e
veniva preparato presso le stesse famiglie dei contadini, ognuna delle quali lo
lavorava a modo suo, seguendo antiche abitudini tramandate di generazione in
generazione, in alcune regioni come l’Emilia-Romagna la preparazione in
famiglia del cotechino è ancora oggi un’usanza assai diffusa</p>



<p>Il poeta modenese&nbsp;Tigrinto Bistonio&nbsp;, nell’opera
“Elogio del porco” (1761) celebra :</p>



<p><em> Ah, cotichin, null&#8217;altra a te somiglia<br> in fragranza e in sapor vivanda eletta!<br> Quando tu giungi inarca ognun le ciglia.<br> I grati effluvi ad assorbire in fretta</em></p>



<p><em>si spalancano i tubi ambo nasali<br> e un “Oh” comune il godimento affretta».</em> </p>



<p>Un prodotto la cui importanza oltrepassa l’alimento e diventa simbolo. Di abbondanza, felicità, salute. Il cotechino, come il cugino zampone, è sinonimo della festa, della famiglia riunita per le grandi occasioni, piatto che lo storico Corrado Barberis, definisce a “forte socialità gastronomica”.<br><br> Cotechini e zamponi sono parenti stretti e vantano tradizione plurisecolare. Il primo è già attestato nel 1745, in quel documento dei “giudici alle vettovaglie” in cui viene fissato il prezzo dell&#8217;insaccato preparato con “carni di maiale striate, una percentuale del 20 per cento inferiore di cotenne, sale, pepe e noci moscate”.<br><br> La nascita dello zampone sarebbe ancora più antica. E suggestiva. Perché, se l’idea di conservare nei budelli la carne tritata dei suini è vecchia quanto il mondo e comune a molti popoli, lo zampone è un <em>esempio unico</em>.( scopri lo <a href="https://www.giovannicurri.it/lo-zampone-unidea-ai-tempi-delle-guerra/">zampone</a>). <br> L’impasto di entrambi i prodotti era ed è rimasta secondo la tradizione una miscela di carni suine magre ricavate da muscoli striati, poi una parte di grasso e vari condimenti, tra cui spiccano pepe, macinato o in grani, e noce moscata.<br><br> In vendita i cotechini si trovano  con la forma di grosse salsicce cilindriche, dal colore chiaro e del peso che varia dai 500 ai 1000 grammi. Una volta cotto, al taglio la cotenna deve presentarsi come gelificata, ma la fetta dovrà avere invece una bella compattezza e non sfaldarsi.<br><br> Ma comprare un cotechino non basta per festeggiare Capodanno. La tradizione vuole che  questo insaccato venga accompagnato dalle lenticchie. Insieme sono il binomio portafortuna per eccellenza. Già di per sé il maiale è di buon auspicio per una anno di sazietà e abbondanza: un cibo nutriente, sapido, caldo, sontuoso. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/cotechino.jpg" alt="" class="wp-image-1643" width="310" height="192" srcset="https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/cotechino.jpg 679w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/cotechino-300x187.jpg 300w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/cotechino-24x15.jpg 24w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/cotechino-36x22.jpg 36w, https://www.giovannicurri.it/wp-content/uploads/2020/12/cotechino-48x30.jpg 48w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /><figcaption>Cotechino appenacotto</figcaption></figure></div>



<p>È come un amuleto per allontanare lo spettro della fame. Il maiale nei secoli è sempre stato associato all’idea buon auspicio, pienezza, benessere e ricchezza. Non a caso i salvadanai più classici sono a forma di maialino e in molte nazioni del nord europa si regalano maialini di marzapane come augurio di buona sorte. </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giovannicurri.it/il-cotechino-lantesignano-degli-insaccati/">Il Cotechino, l&#8217;antesignano degli insaccati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giovannicurri.it">Giovanni Curri | Cucina Vini Ricerca</a>.</p>
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