Il Crescione


Il crescione…una pianta “buona”

Il crescione noto anche come Nasturzio, è una pianta della famiglia delle crocifere, che vive immersa in acqua con gran parte del fusto cresce naturalmente lungo acque chiare e poco profonde, (correnti) nei fiumi e sorgenti montani.
Il suo nome scientifico deriva dal latino nasustortus che significa “naso storto”: a causa del suo odore molto pungente.


il Crescione è una pianta acquatica perenne, strisciante, appartenente alla famiglia delle Crucifere. Ha una radice fascicolata e fusto cavo privo di peluria. Le foglie sono pennatosette composte da 5-7 foglioline ovali o tonde, margini interi o dentellati di cui la terminale è la più grossa. I fiori sono piccoli, bianchi, a quattro petali riuniti in grappoli sommitali. Il frutto è una siliqua, contenente tanti semini giallo-rossicci che germinano in pochissimi giorni.
Questa pianta contiene:
•glucosidi solfotiocianici (gluconasturzina, myrosina)
•iodio: 200-500 mcg/kg allo stato fresco
•vitamine A, B l , B2 e C
•sali minerali (ferro)

germogli di crescione
Germogli di crescione

Consumato fresco è ricco di composti di olio di senape, amari e tannini, betacarotene, potassio, calcio e ferro.
Mentre se lo consumiamo crudo, in alcuni soggetti può provocare cistalgia, anche se transitoria, dovuta forse all’azione irritante del composto solfocianico si può ovviare con la cottura .

A livello terapeutico il crescione è usato come diuretico, depurativo, balsamico, stimolante,può curare forme bronchiali croniche,
anemie , alopecìa ,anti eczema; E considerato un vero “antibiotico vegetale”

La raccolta avviene da aprile a maggio scegliendo i rametti non fioriti e prestando attenzione alla qualità e alla pulizia delle acque in cui vive, va utilizzato fresco (essiccato o cotto perde gran parte delle sue proprietà officinali).

Crescione
Crescione in acqua

Nel Nuorese veniva utilzzato per combattere malaria e usato contro le irritazioni cutanee unito all’olio di mandorle amare.

Recitava Plinio :”Nasturtium nomen accepit a narium tormento” .
Secondo i Romani aveva il potere di influire sul carattere delle persone rendendole più affettuose. I Greci la utilizzavano nei loro elisir d’amore. Già nel Settecento li vennero riconosciute proprietà depurative del sangue, stomachiche, espettoranti e diuretiche.

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