Il Chinotto, agrume che dà il nome all’omonima bibita

Il Chinotto è un agrume originario della Cina meridionale ,è presente in Europa da molti secoli e negli ultimi decenni è molto presente in Italia soprattutto in Toscana, nella Riviera ligure di Ponente, in Calabria e Sicilia.

Chinotto
Chinotto ancora acerbo

La tradizione racconta che il chinotto sia stato importato in Italia da un navigatore ligure. Il suo nome scientifico è Citrus Myrtifolia ed appartiene alla famiglia delle Rutacee. Viene considerato come un’evoluzione genetica dell’arancio amaro, frutto di anni di selezione spontanea.

La cultivar più conosciuta è il Chinotto Piccolo, usata a scopo ornamentale. Altre varietà sono il Chinotto Grande, il Chinotto Crispifolia e il Chinotto a foglie di bosso.

E’ un piccolo albero, compatto, con lenta crescita ed è l’unica pianta di agrume privo di spine.
Le foglie ricordano quelle del Mirto ,sono piccole, ellittiche, appuntite, cuoiose e color verde lucente.
I fiori sono piccoli, bianchi, molto profumati, solitari o riuniti in gruppi e in posizione terminale.

Il frutto è di colore arancione, schiacciato alle due estremità ,piccolo e tondeggiante. All’interno, non c’è la presenza di semi ed è  composto da  otto/dieci spicchi.

Chinotto Candito
Chinotto Candito

I tempi di crescita sono molto lenti, il frutto per diventare maturo può impiegare anche più di un anno. Compaiono generalmente nel periodo compreso tra giugno e dicembre. Il sapore non è dolce, ma molto amaro ed acidulo, difatti non è gradito da tutti.

A livello nutrizionale il chinotto possiede notevoli proprietà benefiche. Ricca di vitamina C e di beta-carotene. Per questo motivo, insieme alla paprika e all’acerola, veniva consumato per prevenire lo scorbuto, una malattia dovuta alla carenza di vitamina C.

Ricco anche di naringina, sostanza che determina il gusto amarognolo, garantisce buone proprietà digestive, antiossidanti e antinfiammatorie.


I frutti sono utilizzati per produrre ottimi canditi, liquori, marmellate, mostarde e la classica bibita . Inoltre , sembra, che dalla scorza e dai fiori si possano ottenere dei rimedi fitoterapici in grado di combattere il fastidioso problema dell’insonnia.

Inserisci un commento

Name
E-mail

venti − 20 =

Commento